La Francia in tavola


La Francia in tavola

DI VALERIO M. VISINTIN

È strano che soltanto in questi ultimi tempi sia esplosa una vera fioritura di insegne francesi. Malgrado lo sfarzo e la proverbiale grandeur, la gastronomia d’Oltralpe non aveva mai attecchito sul nostro territorio, salvo sporadiche infiltrazioni (qualche creperie e poco altro). Ma, più probabilmente, erano stati i francesi a non considerare fruttuosa l’ipotesi di un investimento milanese. Eppure, in poche pagine di calendario, è cambiato tutto. Sono arrivate per prime le pasticcerie. Laduré, La Pâtisserie Des Rêves, L’éclair De Génie, Maison Caffet. Nomi pesanti in arrivo da Parigi con un carico di specialità mai viste nelle nostre vetrine. A ruota, sulla scia dei primi successi, si sono accese le luci di restaurants, brasserie, boulangerie. E si è composta una nuova generazione di cibi con e senza l’erre moscia. Croque madame, huitre, foie gras, galettes, baguette, croissant. Non tutti inediti. Ma nessuno familiare. E, soprattutto, non più delle imitazioni nostrane, per quanto riuscite e accurate. Bensì, pezzi originali, trasferiti qui nella loro integrità.

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